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Non Saper Riconoscere I Propri Errori

di Raffaela Nardelli
Communication Manager ServiceTech

Non saper riconoscere i propri errori

Nella vita lavorativa comunemente a quanto succede nella vita privata ritroviamo gli stessi difetti umani che fuori dal lavoro ci fanno impazzire. Innumerevoli sono gli esempi ma quello che verrà trattato in questo articolo è l’incapacità di ammettere i propri errori. Ma perché nel lavoro questo è un difetto? Analizziamo il caso in maniera logica. Un soggetto incapace di ammettere i propri errori genera in un ambiente lavorativo una serie di mal funzionamenti comuni andando a non rispettare la base dell’organizzazione SMART. Quando un elemento di una catena non ha funzionato bene occorre rilevare l’errore e attivare un meccanismo proattivo al fine di modificare quel comportamento e ristabilire l’equilibrio, ovviamente questo implica che il soggetto sia aperto al cambiamento.

Il concetto di assunzione di una responsabilità rispetto ad un fallimento implica nel soggetto coinvolto lo scoprire una fallibilità che in persone non pienamente sicure di se stesse potrebbe attivare un trauma significativo. Coloro che non riescono ad ammettere di non conoscere un argomento, di non sapere come approcciarsi ad un problema, di aver sbagliato qualcosa o che vogliono mostrare un immagine di se stessi infallibile rientrano nella cerchia dei professionisti destinati a mettere a rischio l’equilibrio e il successo aziendale.

Generalmente un professionista deve non solo conoscere i suoi punti di forza ma anche i suoi punti di debolezza, nei colloqui di lavoro, per figure professionali medio alte, una delle domande di routine è proprio: può elencarmi i suoi punti di forza e di debolezza? Il problema cresce tanto più aumenta il numero di aggettivi che vogliono sia espresso nei punti di debolezza! Un buon esaminatore saprà valutare la coerenza tra le risposte affermative e quelle invece legate ai difetti e se gli aspetti non combaciano c’è qualcosa nella personalità del soggetto che egli vuole nascondere.

Questo stereotipo occidentale dell’infallibilità, del dover essere i più preparati e i migliori in tutto va a gravare sull’aspetto che viene considerato la causa del fallimento per circa l’80% dei progetti: la mancata comunicazione. Probabilmente se sono un soggetto incapace di ammettere un errore sarò anche un soggetto propenso a non chiedere informazioni quando non sono in grado di risolvere o di controllare un processo di lavoro, questo atteggiamento, che sia moralmente corretto o meno non dovrebbe interessare nel campo lavorativo, ma il fatto che un soggetto manchi di flessibilità per raggiungere un obiettivo, questo sì che ci interessa come professionisti.

Tutto questo conferma l’importanza dell’attitudine e della personalità di un professionista che senza un carattere che sostiene le conoscenze è comunque una risorsa poco produttiva. Un conto è la conoscenza, un conto è la competenza.