Blog

Perchè parlare bene della propria azienda?

di Raffaela Nardelli
Communication Manager ServiceTech

Perchè parlare bene della propria azienda?

La nuova società economica ci ha messo davanti a problemi di gestione organizzativa, problemi che vanno ad abbracciare non soltanto la sfera interna dell’azienda ma anche tutta la rete esterna di clienti e fornitori. La reputazione aziendale, intesa come il passa parola che viene generato da chi entra in contatto con essa o chi la rappresenta, è uno degli indicatori più rilevanti che un potenziale cliente potrebbe prendere in considerazione nella scelta dei suoi fornitori. La reputazione dell’azienda è delicata in ogni fase essa si trovi sia che sia un momento di benessere dell’azienda, sia di crisi. I dipendenti di qualsiasi impresa sono i primi rappresentanti di quello che viene chiamato nel marketing employer advocate, cioè i portatori sani dei valori e dello stile dell’azienda a cui appartengono.

Ma perché è importante che i dipendenti parlino bene della loro impresa? La reputazione aziendale passa non solo per i sui prodotti ma anche per le “recensioni” che i dipendenti dell’azienda trasmettono alla rete che gira intorno all’impresa di appartenenza. Va da se che parlare bene dell’azienda a cui si appartiene presuppone un lavoro motivazionale da parte dell’impresa. La situazione ideale, quindi, è quando un’azienda con un buon prodotto/servizio trasmette ai suoi dipendenti il valore dell’attività svolta, in tal caso il dipendente avvalora l’immagine del prodotto/servizio riproducendo alla rete aziendale un’idea di serenità condivisa. Un’altra situazione è quando l’azienda produce un buon prodotto ma il raggiungimento di esso è costellato da difficoltà legate alla mala organizzazione o a problemi di natura economici. In questo caso il feedback dei dipendenti diventa un fattore importante in quanto la reputazione aziendale è valorizzabile economicamente grazie a quello che viene chiamato “indice di fiducia” lo stesso che porta in perdita le borse dopo un terremoto o qualche accadimento che grava sull’immagine di un titolo. In questa ottica un buon professionista deve considerare i suoi comportamenti e le sue parole come la vetrina dell’azienda.

Quando una società si trova ad avere delle insoddisfazioni interne tra i suoi dipendenti si ritrova davanti ad innumerevoli problematiche legate a diversi meccanismi:

  1. Il dipendente è insoddisfatto e non parla con l’ufficio delle risorse umane ma lo tiene nella sua sfera privata;
  2. Il dipendente è insoddisfatto e parla della sua insoddisfazione con tutti tranne che con le risorse umane;
  3. Il dipendente è insoddisfatto è parla della sua insoddisfazione con le risorse umane e con la rete di contatti dell’azienda;
  4. Il dipendente è insoddisfatto e lo fa presente all’ufficio delle risorse umane;

Ovviamente si dà per scontato che il dipendente sia insoddisfatto per cause ragionevoli.

Prendiamo in considerazione il caso 1, in questa prospettiva la risorsa si trova ad avere una profonda insoddisfazione e non permette all’azienda di migliorare la sua situazione; in tal caso l’unico aspetto che va a compromettere la reputazione dell’azienda è la produttività della risorsa che andrà inesorabilmente a calare dato che il soggetto si trova in una situazione di demotivazione;

Nel caso 2, troviamo il dipendente che si trova in una situazione di crisi professionale e non tratta le problematiche con le risorse umane ma scarica la sua tensione e le sue ansie su elementi esterni quelli che probabilmente rappresentano la rete di contatti dell’azienda quali fornitori o clienti; questo caso grava molto sulla reputazione dell’azienda, in quanto, un cliente o un partner potrebbe scegliere di non collaborare più con la suddetta azienda provocando danni economici;

Nel caso 3, troviamo un dipendente che esterna le sue frustrazioni alle risorse umane ma a questo si aggiunge il rumors verso la rete aziendale esterna, questo può dipendere dal fatto che:

  • Il dipendente non ha avuto le risposte che cercava dalle risorse umane;
  • Il dipendente nonostante abbia trovato risposte è entrato in un clima di totale sfiducia verso l’azienda;

In questa occasione l’azienda ha un doppio danno: crede di aver risolto un problema e riceve feedback negativi verso l’esterno andando a generare intorno all’azienda una leggenda totalmente negativa su di essa;

Il caso 4, la risorsa esplica i suoi problemi direttamente alle risorse umane e queste risolvono il problema al dipendente che non è nella modalità “sfiducia verso l’azienda”; in questo caso l’azienda non avrà danni economici;

Questi sono generalmente i casi tipici che si vengono a presentare davanti a situazioni di crisi dell’azienda; tali casi che cosa ci insegnano?

  • Che se l’azienda non sa quale è il problema del dipendente non può risolvere il problema;
  • Che il massimo della conseguenza che si può avere dal fare una domanda è il ricevere una risposta che non ci piace;
  • Che se le risposte che abbiamo non ci soddisfano forse dovremmo chiederci se siamo nel posto giusto e nel caso scegliessimo di restare nell’azienda che non ci soddisfa dobbiamo renderci conto che parlare male di essa significa arrecare un danno a se stessi;
  • Che parlare male della propria azienda crea un danno economico che invece di migliorare la situazione di emergenza genera ancora più crisi;

Da parte delle risorse umane è necessario tener conto dei bisogni che mostra di avere ogni persona all’interno di un’organizzazione, cercando di assecondare il più possibile il soddisfacimento degli stessi, al fine di apportare migliori risultati al complesso aziendale.